LINK@UT è una start up italiana che, nata nel 2017, si pone oggi come eccellenza nel mondo dell’innovazione sociale.

L’azienda riminese si occupa, in concreto, di creare un collegamento, un link appunto, fra il mondo dell’autismo e quello dell’accoglienza a tutti i livelli ed in vari settori. Grazie al lavoro congiunto di medici, genitori, esperti e formatori si è definito un protocollo di “Accoglienza consapevole” che non solo migliora il modo in cui gli esercizi accolgono le persone con autismo e le loro famiglie, ma che gettano il seme per una rivoluzione culturale che si basa su informazione e conoscenza di una problematica che, solo in Italia, coinvolge 600.000 persone.

L’idea di una rete autism friendly nasce dall’esperienza personale di uno dei tre fondatori, Enrico Maria Fantaguzzi, che, dopo anni di volontariato, ha deciso che per migliorare la qualità di vita dei ragazzi come suo figlio non sarebbero bastati i ritagli di tempo e delle energie e ha quindi deciso di rendere attività professionale a tempo pieno questa missione. Nasce così LINK@UT, una realtà dove la vocazione sociale è forte quanto la consapevolezza delle dinamiche di mercato che non solo sostengono la stessa start up, ma che regolano i mercati in cui essa si muove diventando partner delle aziende che scelgono di investire in questo percorso.

In due anni tanti sono stati i successi: il secondo posto al Nuove Idee Nuove Imprese, il premio come “Migliore Startup per impatto sociale” per il Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria, il premio Rotary. Riconoscimenti importanti che spingono i fondatori (Matteo Venturi e Alex Gasperoni oltre a Fantaguzzi) a creare nuove sinergie e ad ampliare il team di lavoro.

Ad agosto 2019 questa start up di innovazione sociale vanta clienti di livello internazionale, ha all’attivo oltre 55 Linkaut Point (ovvero esercizi i cui dipendenti sono stati formati per saper dare alle persone con autismo ed alle loro famiglie una migliore forma di ospitalità) in settori davvero vari: ristoranti, alberghi, negozi, ottici e perfino studi odontoiatrici in tutta Italia. Il team si è allargato, includendo oltre che un Comitato Scientifico super partes e lontano da ogni influenza, anche un ufficio stampa e relazioni esterne ed un team di comunicazione digitale.

Quello che 24 mesi fa era un progetto sicuramente valido è oggi una solida realtà aziendale che coniuga con successo la mission di innovazione sociale con una crescita economica ed un positivo trend di sviluppo. 

L’obiettivo è essere un ponte: non con la pretesa di far superare ai ragazzi i limiti nella comunicazione e nella socializzazione che caratterizzano il loro essere autistici, ma con l’intenzione di educare la comunità a relazionarsi con loro e a farlo nel modo più semplice e più concreto possibile. Ed è proprio questa la chiave del successo con le aziende, proporre loro non di stravolgere il modo di fare accoglienza al cliente, ma dare suggerimenti concreti per rendere l’esperienza più piacevole per tutti.

Cresce anche parimenti la community delle famiglie che stanno trovando in Linkaut quel soggetto indipendente, lontano dalle polemiche e dalle battaglie, ma vicino a chi, dopo una diagnosi di autismo, cerca un ponte che lo colleghi con nuova consapevolezza ad altri che condividano lo stesso percorso. 

Fra gli obiettivi 2020 quello di selezionare alcuni territori che possano incarnare l’idea della LINK@UT land, ovvero di un’intera area (borgo, comune, territorio o quartiere che sia) in cui le famiglie delle persone con autismo possano sentirsi capite ed accolte nel modo giusto.